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Influenza su altre razze

La Razza

L’AKHAL TEKE’ E LE ALTRE RAZZE

L’antico cavallo turcomanno era di molto superiore alle altre razze sue contemporanee, tanto che questo cavallo divenne molto ricercato.
I turcomanni fecero tutto quello che potevano per non permettere il diffondersi incontrollato dei loro preziosi destrieri.
Questo non fu per niente facile, dato che i turcomanni prendevano parte in numerose spedizioni, non solo in Asia Centrale, ma anche in Iran, Arabia, Egitto e persino in Spagna.
Comunque i turcomanni fecero davvero l’impossibile per conservare e proteggere le qualità superiori dei loro cavalli nazionali.


L’AKHAL TEKE’ E LE RAZZE ORIENTALI E RUSSE

Il purosangue akhal-tekè ha influenzato significativamente lo sviluppo della cultura dell’allevamento del cavallo in Iran, Afghanistan, Pakistan, India e altre contee dell’est.
Tra queste ci sono il Karabair, Lokai, Namain, Karabach e Kabardin.
Inoltre, l’akhal-tekè ha influenzato molte razze russe, quali il Don, Strelets, e
Orlov- Rostopchin.


L’AKHAL TEKE’ E IL TRAKEHNER


Si è capito che vari soggetti akhal-tekè hanno raggiunto paesi dell’Europa occidentale e alcuni di questi sono ancora ricordati. Innanzitutto, uno stallone dal nome Turkmen-Atti divenne un fondatore della linea più valutata e diffusa dei Trakehners all’inizio del 19° secolo.

La storia di Turkmen-Atti è abbastanza indicativa del modo in cui gli akhal-tekè hanno aperto la loro strada in Europa. Negli anni 1890 fu presentato all’imperatrice Caterina la Grande. Il cavallo emerse in qualche modo in Austria qualche tempo dopo, si supponeva fosse un arabo di Damasco.
La gente era incapace di determinare la sua razza. Lo portarono da Nauman, professore di Berlino, un eccellente esperto equino del tempo. Il professore studiò attentamente il cavallo e affermò che i cavalli arabi non erano così alti e non avevano un tale riflesso dorato. Dopo molto tempo il professore riuscì a capire che quel cavallo era stato importato a Vienna e Berlino dalla Russia in questo modo.

Come accoglienza reale i visitatori venivano portati allo show del cavallo. Il cavallo sconosciuto catturò le attenzioni e la meraviglia di tutti con la sua eleganza e il suo colore dorato. Un visitatore dalla Turchia esclamò con stupore: “un cavallo turcomanno!” Questo è come si risolse il mistero e il motivo per cui il cavallo venne chiamato Turkmen-Atti (cavallo turcomanno).

Turkmen-Atti, e la sua numerosa discendenza, passarono le proprie caratteristiche al Trakehner della Germania, al Noniuss dell’Ungheria, ai mezzo-sangue cecoslovacchi, rumeni, e yugoslavi.

Karl W.Amman, il gestore degli allevamenti Trakehner, suggerì fortemente nel 1834 l’utilizzo del cavallo akhal-tekè in un programma di ingentilimento delle linee di sangue non pure europee. I suoi pensieri vennero ripetuti da J. Russel Mannings nel 1882: “Il cavallo akhal-tekè è, di tutte le razze, la più adatta per migliorare i cavalli mezzo-sangue”


L’AKHAL TEKE’ E L’ ARABO


C’è una evidenza storica che prova che il cavallo arabo purosangue comparve molto tempo dopo rispetto l’ akhal-tekè.
Innanzitutto Erodoto segnalò che i guerrieri di origini arabe nell’esercito di Xerses usavano cammelli, e non cavalli, come mezzo di trasporto.
Uno scritto cuneiforme datato il 733 A.C. dice che il re Taglatfalassar prese in Arabia 30000 cammelli e 20000 bovini.
Sebbene questa operazione sia descritta con molti altri dettagli non vengono mai menzionati dei cavalli.
Persino Sardanapal V, che si vantava di aver collezionato tutti i tesori arabi, non disse mai una parola sui cavalli.
Strabonus che accompagnò il comandante romano Gallicus in Arabia disse:
“L’Arabia possiede moltissime vacche cornute, ma non ci sono cavalli, muli, maiali, capre o galline.”
Soltanto Ammian Martselin, che visse nella 2° meta del quarto secolo, parlò casualmente riguardo a cavalli descrivendo le usanze degli abitanti di Saracene.
Quindi, gli arabi non usarono cavalli nei primi secoli dopo Cristo.
Perciò, è opportuno asserire che la razza equina più antica dell’Iran, Asia Centrale, incluso il nobile Turkmenistan, è il cavallo akhal-tekè, che ha sicuramente contribuito a produrre la razza araba. Così, la diffusa notizia della razza araba quale razza più antica del mondo con l’akhal-tekè suo discendente, non ha fondamenti storici. La storia anzi testimonia il contrario.
L’esperto arabo C.R. Raswan prova che grazie agli alti risultati nell’allevamento del cavallo turcomanno gli allevatori arabi portassero in Iraq le proprie fattrici di linea Muniqui per farle accoppiare con stalloni Akhal-tekè.


L’AKHAL TEKE’ E IL PUROSANGUE INGLESE


I purosangue inglesi vedono, a fianco di Darley Arabian (1713) e del nobile Barb Godolphin Barb (1731), anche il Turkmenian Byerly Turk (1689) come loro progenitori (i nomi stessi indicano la loro provenienza). Troviamo anche altri stalloni, quali Darcy Yellow Turk e Darcy White Turk.
Durante il protettorato, Oliver Cromwell, che era un ardente appassionato di cavalli, acquistò Darcy White Turk, ricordato poi come il più bel cavallo mai importato dal sud Europeo in Inghilterra. Poi seguirono Helmsley Turk (1675), Acaster Turk, Belgrade Turk (1675), Johnson’s Turk e Piggot’s Turk, i più degni di nota.
In seguito, gli akhal-tekè continuarono ad influenzare l’allevamento di Inglesi e Irlandesi. Nel 1877 uno stallone akhal-tekè fu importato in Inghilterra e quindi in Irlanda. Lo stallone fu ricordato per il suo stupefacente prezzo di monta pari a 20,000 guinee.
Il cavallo akhal tekè influenzò (n.d.r.: dunque direttamente e indirettamente) lo sviluppo dell’ Irish Hunter.


I testi sono stati tradotti in lingua italiana da Agnese Biazzi dai siti web delle associazioni inglese, americana e russa .


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