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La Razza
Akhal-Tekè
(Achal-tekè o Akal-tekè o akhal-tekkè)
ORIGINE : Turkmenistan (ex Unione Sovietica)
STUD BOOK : viene tenuto registrato dall'Istituto Statale di Mosca, diretto dall Dottoressa Tatjana Riabova . Nel X volume (2005) sono iscritti 453 stalloni, 944 fattrici, 2170 puledri, in totale 3567 soggetti puri al 100% con una percentuale del 16% al di fuori dell'ex Unione Sovietica e cioè : Turkmenistan, Russia, Kazakhistan, Azerbaijan, Uzbekistan, Ucraina. Sono 570 soggetti circa in Europa, America e Australia.
LINEE DI SANGUE : sono 18 ,alcune più numerose nelle quantità di soggetti,altre molto più sparute , addirittura al limite dell'estinzione: ARAB- KIR SAKAR- KAPLAN- SKAK- PEREN- ZVERDY TELEKE- MELE KUS- SERE- TOPORBAY- KARLOVAC- EL- POSMAN- GELISCIKLI- FAKIR PELVAN- DOR BAJRAM- AK SAKAL- AK BELEK- SOVCHOZ 2
MISURE: variano dal tipo di linea di sangue.
Altezza al garrese da cm.154 a cm 165
Lunghezza da cm.153 a cm.167
Circonferenza da cm.168 a cm.190
Stinco da cm.18.5 a cm.20.5
MORFOLOGIA: fisico asciutto , con muscolatura lunga e piatta , schiena e dorso lunghi. La testa è aggraziata con occhi grandi e intelligenti di taglio orientale , orecchie lunghe e molto mobili; narici grandi di taglio molto simile a quelle del cammello. Collo lungo , portato alto e muscoloso. Gambe lunghe, articolazioni grandi e molto robuste, tendini ben staccati, forti e asciutti. La groppa è leggermente obliqua e muscolosa, la coda è attaccata bassa. Spalla inclinata ben muscolosa.
MANTELLO : finissimo con riflessi metallici , peli cortissimi e morbidi come la seta , la pelle molto sottile. Coda e criniera possono essere radi.
TEMPERAMENTO : estremamente coraggioso ed esuberante , fedelissimo e docile col padrone , si mostra a volte con gli estranei ribelle e cocciuto.
DOTI : grande affidabilità ,velocità, facile apprendimento, buon saltatore, resistenza inesauribile. Movimenti generalmente simili alla grazia morbida e scattante del levriero. Andature magnifiche , sciolte e leggere , falcate dolci agili e feline. Montato per lunghi percorsi è estremamente comodo.
STORIA : è una tra le più vecchie razze di cavallo da sella del mondo,infatti gli scavi archeologici condotti ad Anau vicino ad ASCHABAD hanno testimoniato che sin dal 2000 a.c. venivano allevati cavalli con caratteristiche simili all'odierno AKHAL-TEKE . Il nome deriva dal popolo guerriero dei TEKE che selezionando nei secoli per il loro lavoro giornaliero , nelle ristrettezze e nei rigori del deserto del KARA-KUM, con il duro combattimento in guerra , ha forgiato questa meravigliosa razza . Scorre sangue AKHAL-TEKE nella razza Purosangue Inglese, Don ,Trakhenner, Karabakh, Karabair. Viene utilizzato per incroci con altre razze . Gli allevamenti odierni più importanti sono: nel Turkmenistan, nel Kazakistan, STAVROPOL nel Caucaso, nel Daghestan , Kirghistan , Usbekistan , PACROF vicino a Mosca . In Europa troviamo allevamenti principalmente in Germania , Francia, Svizzera, Svezia, Italia e Austria.In Nord America sono presenti circa 100 soggetti puri.
ALCUNE PERFORMANCE :
il più famoso è lo stallone morello ABSENT che vinse la medaglia d'oro nel dressage alle Olimpiadi di Roma del 1960 e due di bronzo a quelle di Tokio del 1964 (individuale ed a squadre) montato da S.Filatov e, ancora quattro anni dopo a Città del Messico un'altra medaglia d'argento ( a squadre) con un altro cavaliere: I. Kalita. TOTALE 4 MEDAGLIE OLIMPICHE ed è stato nominato "cavallo del secolo"
Il padre di ABSENT, ARAB è stato più volte vincitore di campionati di salto ostacoli stabilendo nel 1936 il record di mt.2,12 , ha anche partecipato con altri AKHAL-TEKE ,alla mitica traversata del 1935 ASCHABAD/MOSCA (4.300 km. in 84 giorni attraversando il deserto del KARA KUM in 3 giorni senza acqua)
Riconoscimento "Pista di Diamante" al numero circense di A.Sokolov del circo di Mosca con 16 stalloni AKHAL-TEKE .
All'interno della razza vengono tenuti i seguenti record:
SALTO IN ALTO : m 2.25 POLIGON
SALTO IN LUNGO : m 8.78 PEREPEL
Se ne deduce che è un cavallo adatto per varie discipline : dressage - salto ostacoli - cross quindi per il concorso completo, l'endurance e anche il trekking.
Sua Maestà l'Akhal -tekè
"Il cavallo d'oro", "l'atleta dal mantello di seta", "l'unico purosangue veramente puro", "il più bel cavallo del mondo" : impossibile parlare di lui senza ricorrere in superlativi. Sicuramente l'akhal tekè è un animale straordinario. Diverso dagli altri cavalli almeno quanto il levriero, ad esempio, è diverso dagli altri cani.
E' originario del Turkmenistan, ex repubblica sovietica dell'Asia centrale, ricca di immense riserve di gas naturale, situata fra il Mar Caspio e l'Afghanistan, confinante a nord con l'Uzbekistan e a sud con l'Iran. La sua culla d'origine è un'oasi prospera sorta in mezzo al deserto del karakum, la valle dell'Akhal, il cui capoluogo reca un nome, Ashkabad, traducibile con " città dell'amore". Questo paradiso è il feudo di una tribù turcomanna, i Tekè, poco numerosi ma noti da sempre per la qualità dei loro ricami, monili e tappeti.
La loro impresa più riuscita, la loro più splendida creazione, tuttavia, non è un prodotto artigianale, bensì un cavallo. Un cavallo non molto alto (da 1.60 a 1.65 m) ma slanciato, fine, aggraziato, aristocratico, dal mantello serico, dai riflessi metallici, dalle andature flessuose. Un cavallo dalle lunghe gambe, dall'incollatura assai rilevata, con la testa espressiva e il ciuffo quasi inesistente.
"Un cavallo a cui si darebbe volentieri del Lei " spiegava Maria Cerkezova, una russa stabilitasi a Ashkabad e soprannominata "la madre degli Akhal Tekè" per aver dedicato la vita intera ( morì nel 2003) alla salvaguardia di questa magnifica razza, che rischiava l'estinzione per effetto di una natura inclemente ( Ashkabad fu devastata due volte, nel 1924 e nel 1948, da violenti terremoti) ma anche della stupidità umana : ritenendo che il cavallo dovesse far posto alla meccanizzazione, il potere sovietico aveva deciso, negli anni '50, di fare dell'Akhal Tekè un animale da macello !
Sarebbe stata una triste fine per un animale così fantastico, un cavallo dal passato così prestigioso. I Turkmeni, infatti, ritengono senza ombra di dubbio che il loro cavallo - che oggi campeggia al centro dello stemma della loro repubblica- sia l'antenato di tutti i cavalli. E' certo che fu la cavalcatura degli Sciiti, dei Parti e persino delle Amazzoni. Sicuramente Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, era un Akhal Tekè. Sicuramente i famosi "cavalli celesti" degli imperatori cinesi erano anch'essi akhal tekè.
Di sicuro senza il coraggio di esperti appassionati, come Maria Cerkezova, o Vladimir Shamborant (zootecnico sovietico di origine francese), che si opposero al massacro, la razza si sarebbe probabilmente estinta. Oggi, fortunatamente, è oggetto di amorevoli cure, non soltanto nel suo territorio di origine ma anche nei paesi attigui, principalmente in Russia, in Germania e persino, da poco tempo a questa parte, negli Stati Uniti. Nonostante questa diffusione oramai mondiale, l'akhal tekè resta un animale raro: in tutto il mondo se ne contano poco più di tremila esemplari.
Apprezzato nei secoli per le sue prodigiose doti di fondo e resistenza, il cavallo turkmeno si è rilevato particolarmente dotato per il dressage: Absent è stato uno dei cavalli più premiati nella storia dei Giochi Olimpici. Questa facilità di apprendimento, sommata alla sua straordinaria bellezza, ne fa un animale ricercato anche dai circhi di tutto il mondo.
Testo di Jean-Louis Gouraud
Dal libro fotografico "CAVALLI" di Yann Arthus-Bertrand
Akhal-tekè nello sport
L'Akhal-Tekè, selezionato un tempo per resistere alle avversità delle battaglie fatte durante le guerre sostenute dal popolo Turkmeno, poi per un duro lavoro quotidiano in condizioni difficili fra deserto e steppa nei lunghi trasferimenti, è stato sempre allevato in purezza e tutto ciò gli ha permesso di fissare e conservare le caratteristiche morfologiche che da sempre lo hanno contraddistinto: snellezza, nevrilità, eleganza e resistenza dei suoi antenati. Tutte caratteristiche che gli hanno permesso di ben figurare nell'allevamento moderno, impostato verso la produzione di un cavallo adatto per le diverse discipline sportive.
GALLOPPO
Questa disciplina che è la più naturale possibile per il cavallo, ormai tramandata negli anni e ora, con la divulgazione delle scommesse, si sta ampliando sempre più. Le varie corse vengono disputate in base all'età dei partecipanti, con categorie riservate per i 2, 3 e 4 anni , su distanze che possono variare dai 1000 mt. ai 4000 mt.
Tra i soggetti più meritevoli ricordiamo:
KALTAMAN: linea Fakirpelvan, nato 1963, ha percorso i 1800 mt. in 2.04,8 e i 2000mt. in 2.16,5.
POLOTLY: linea Peren, nato 1965, detiene il record dei tre anni sulla distanza di 1600 mt. in 1.44,8 e sui 2800mt. in 3.12,3.
GURGEN: linea Kaplan, nato 1969, ha percorso i 1000mt. in 1.06,2 e i 1200mt. in 1.19,5.
CONCORSO IPPICO
L'Akhal-Tekè ha una buona predisposizione per il salto ad ostacoli . Gli esemplari che maggiormente hanno sviluppato questa dote appartengono alle linee di sangue Arab e Fakirpelvan e sono:
ARAB, nato1930, è stato più volte vincitore di concorsi ippici a livello nazionale, riuscendo nel 1936 a saltare ben 2,12 mt.
PENTELI ,nato nel 1958, è stato uno dei più grandi saltatori di tutta l'U.R.S.S.. Il suo primo grande successo è stato il secondo posto nei campionati di massimo livello del 1969 e si è riconfermato grande saltatore vincendo la coppa dell' U.R.S.S. nel1970.
POLIGON nel 1961 stabilisce il record di salto in alto superando i 2,27 mt.
PEREPEL si distingue nel salto in largo superando gli 8.78 m
CONCORSO COMPLETO
Anche in questa disciplina questa razza ha saputo ben figurare e molteplici sono stati i risultati a livello professionistico, spiccano fra tutti : PROPELLER medaglia d'argento ai campionati russi di completo nel 1976.
ERKAN nel 1964 diviene campione russo di completo
ATTIVITA' CIRCENSE
Il forte legame che questa razza riesce ad instaurare con il suo padrone e la grande propensione all'apprendimento, affiancate allo splendore dei suoi mantelli, hanno permesso a questi cavalli di giocare un ruolo importante nelle insuperabili esibizioni del circo di Mosca. Alexis Sokolov ha ottenuto la "pista di Diamante" con il suo numero di attrazione con ben 18 stalloni "liberi".
DRESSAGE
L'Akhal-Tekè grazie alle sue qualità di eleganza e leggiadria ,che ne caratterizzano l'andatura, è sempre riuscito a primeggiare in gare di rilievo internazionale Il più famoso è lo stallone nero ABSENT che vinse una medaglia d'oro nel dressage alle Olimpiadi di Roma del 1960 e due di bronzo a quelle di Tokio del 1964 (individuale ed a squadre) montato da S.Filatov e, ancora quattro anni dopo a Città del Messico un'altra medaglia d'argento ( a squadre) con un altro cavaliere: I. Kalita. TOTALE 4 MEDAGLIE OLIMPICHE ed è stato nominato "cavallo del secolo"
TREKKING
Anche nell'equitazione di campagna, nei trekking e nei lunghi viaggi, la sua affidabilità e le andature comode, sciolte e leggere ne fanno un cavallo davvero ineguagliabile.
Nel 1935 alcuni cavalli di questa razza parteciparono alla mitica traversata Aschabad/Mosca, un viaggio di 4.300 Km. in 84 giorni passando attraverso il deserto del Kara-Kum di 360 Km in tre giorni senza acqua. Tra questi instancabili viaggiatori ricordiamo lo stallone grigio Arab.
Altro grande fondista è stato Tarlan che, negli anni '40, ha vinto per
ben tre volte la massacrante maratona di 500 Km. che si svolgeva
nelle periferie di Mosca, imponendosi su ben 600 partecipanti.
Giudicare i cavalli Akhal-tekè
Il miglioramento della razza Akhal Tekè passa , anche, attraverso il giudizio, che specialisti esperti di razza dell'Istituto di Zootecnica Statale di Mosca esprimono sui puledri e sui cavalli adulti.
I criteri e le regole, a cui si riferiscono gli esperti, sono stati ufficialmente definiti nel 1946.
Essi non sono mai stati , non sono e non saranno mai però, definitivi, in quanto dipendono da diversi fattori, quali esigenze di mercato e , soprattutto , dalla necessità di miglioramento della razza.
Dal 1946 in poi queste regole sono state cambiate più di qualche volta .Anche adesso sarebbe il caso di aggiornarle, poiché è cambiata la quantità dei cavalli ed è aumentata la richiesta di cavalli di maggiore altezza. Nel 2003 è stata pubblicata una nuova versione di queste regole , più complicate rispetto alle vecchie , e maggiormente severe per arrivare ad una migliore selezione.
Il giudizio è espresso in punteggio, con voti da 0 a 10 per apprezzare:
" Genealogia
" Tipicità
" Misure (Altezza, torace, ecc.)
" Morfologia
" Attitudine al lavoro
" Qualità dei figli
Il valore del punteggio fa assegnare la classe:
1) Elite
2) Prima
3) Seconda
4) Fuori classifica
Il primo giudizio è dato a 2 anni per:
Genealogia
Tipicità
Misure
Dopo che il cavallo passa le prove che consentono di verificare l'attitudine allo sport si danno i punteggi per attitudine al lavoro e, a questo punto si possono anche correggere i punteggi precedenti.
Fino a 7 anni si fa poi ogni anno.
A 7 anni si dà il primo giudizio sulla qualità dei figli e successivamente si adegua ogni 3 anni, mentre arrivano man mano informazioni sulle caratteristiche dei figli.
I cavalli di pura razza Akhal Tekè devono possedere i seguenti requisiti:
Genealogia: Deve essere confermata da analisi del sangue, DNA, che confermino la genetica. Tutti gli ascendenti devono essere iscritti nel Libro Genealogico di Pura Razza Akhal Tekè e devono essere iscritti nel registro dei puledri.
CLASSI:
Elite: Possono appartenere a questa classe i migliori cavalli le cui caratteristiche corrispondono completamente a tutte le particolarità della razza.
1.a Classe: Possono appartenervi tutti i cavalli le cui caratteristiche corrispondono quasi completamente a tutte le particolarità della razza.
2.a Classe : Cavalli che si possono adibire alla riproduzione negli allevamenti e che corrispondono alle caratteristiche minime della razza.
Il resto è fuori classifica.
Per ogni classe ci sono diversi punteggi per ogni caratteristica. Se al cavallo manca un solo punto su una di queste caratteristiche per arrivare al minimo della classe, il giudice può comunque assegnarlo alla classe ma ciò dovrà essere specificato nel giudizio.
Ai cavalli che non corrispondono alla seconda classe questa regola non si applica.
Per ogni cavallo giudicato il giudice compila un modulo. Il punteggio relativo alla genealogia rimane per sempre.
Questo punteggio influenzerà la qualità degli ascendenti fino alla terza generazione e se nell'allevamento erano usati cavalli di bassa classe, i loro figli avranno punteggio basso che non permetterà loro di arrivare mai in classe Elite.
Questo deve essere tenuto presente da quegli allevatori che usano cavalli con difetti seri indicati nel giudizio. Le conseguenze possono essere molto gravi, soprattutto se si tratta di difetti trasmissibili.
Nel periodo in cui i cavalli Akal Tekè erano molto pochi e rischiavano l'estinzione, per cui i soggetti dovevano a tutti i costi aumentare , il più importante criterio riguardava la purezza della razza e la tipicità chiudendo "un occhio" su piccoli difetti. Così esistono dei difetti che si trasmettono come il criptorchidismo ( un solo testicolo) e la mascella "corta".
Arriva, però il momento in cui bisogna essere rigidi sulla morfologia e sulle misure. Fare cavalli difettosi non è difficile , ma poi a chi si vendono?
Qualcuno li comprerà a pochi soldi e vorrà, naturalmente , avere figli, e così diventa una reazione a catena.
Un esempio: una volta nell'allevamento "DEGERES", in Kazakistan, è nato un puledrino "Padishah". Sua madre "Gulishat" da Kaplan era stata giudicata una femmina molto tipica, ma, purtroppo , con difetti nelle articolazioni, e per questo comprata a pochi soldi dall'allevamento "Komsomol" in Turkmenistan.
La difettosità degli arti è stata trasmessa ai suoi figli. Il puledrino Padishah era cortogiuntato . Sua sorella aveva questo difetto in misura ancora maggiore, tanto che è morta perché non poteva pascolare normalmente.
Padishah per qualche periodo faceva lo stallone e ha prodotto molti puledri con lo stesso difetto. Naturalmente aveva figli senza questo difetto , ad esempio Padnir che ha disputato molte gare di Dressage, ma sua sorella aveva le articolazioni così difettose che non poteva camminare.
Questa cavalla è stata venduta in Francia e usata per l'allevamento. Anche se con le cure le sue condizioni sono migliorate, questo difetto verrà comunque trasmesso ai suoi figli.
Spesso si usano cavalli con difetti perché "costano poco" e molti sono allettati da un prezzo basso ma non dobbiamo dimenticare un vecchio detto russo: " Il tirchio paga due volte".
Tatiana Riabova
Da rivista "AKHAL TEKE' INFORMA" 2005
Traduzione di Elena Trius
Gli Akhal-tekè nei graffiti dell'Asia Centrale
Negli anni 30 e 40 , nel secolo scorso, gli archeologi russi Massou, Bernstam e Sdaneproski hanno scoperto sulle Montagne dell'Asia Centrale numerosi e diversi graffiti. In questi graffiti ci sono disegni di Cavalli, da soli, con carri e montati. Si distinguono cavalli sottili , dal piede leggero, caratteristiche particolari riconducibili agli Akhal Tekè. ( piccola testa, arti sottili, collo lungo e corpo allungato).
Alla fine del XX Secolo archeologi Russi e Asiatici hanno allargato il territorio delle ricerche e hanno precisato posti e cronologia di diversi gruppi di graffiti, riscontrando anche collegamenti tra di essi.
Sulla base di questo lavoro l'Istituto Internazionale di Samarkand nel Turkmenistan ha pubblicato , nel 2001 a Bischek " I Graffiti dell'Asia Centrale" redatto dal famoso scienziato francese Henry Paul Francfor , da Tashbaeva, Kuianasarova, e Samarsheva dove si raccontano i particolari dei graffiti scoperti in Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e Kazakistan.
Disegni di cavalli con caratteristiche degli Akal Tekè sono stati trovati ad est della valle di Fergamak, intorno alla quale ci sono le montagne del Kirghizistan . Qui i graffiti li hanno trovati in tre posti: sulle montagne Suleiman-Tak, Arakan, Airmac Tac risalenti alla seconda metà del primo millennio A.C. e all'inizio del primo millennio D.C. La precisione dei disegni, i particolari dei cavalli fanno sembrare i graffiti come opere d'arte di veri artisti.
Tutti i graffiti sono caratterizzati dalla stessa tecnica e dallo stesso stile.
I cavalli sono disegnati in vari atteggiamenti . Su un disegno del Suleiman Tak è raffigurato uno stallone mentre monta una cavalla, vicino ad una antilope nello stesso atteggiamento. Sulla montagna di Arakan ci sono due scene con stallone e femmine pronte per accoppiarsi , un campo con una di queste scene con segni magici e sopra i cavalli uccelli selvatici.
Sulla montagna di Airmac Tac si sono trovati 30 disegni di cavalli , quasi tutti in coppia . In uno di questi disegni figurano tre cavalli con caratteristiche della razza Akhal Tekè, forse puledri e nella stessa azione un cacciatore che colpisce un giovane cervo e sullo sfondo un cavallo che protegge una femmina con il proprio puledro.
I posti di questi graffiti erano a cielo aperto e forse posti sacri dove si svolgevano riti religiosi.
Una di queste scene rappresenta, probabilmente , i festeggiamenti per la festa di Capodanno che anticamente si festeggiava il 21/22Marzo e in cui figura il Dio Mitra ( Marte) . In quel giorno si rappresentava il rinnovamento . Il Dio uccideva il vecchio cervo ( il vecchio anno) e faceva nascere il nuovo ( corpo del giovane cervo). Così questo rappresentava il rinnovamento della Natura.
Graffiti con cavalli, scoperti nell'oasi di OSCK ed eseguiti con la stessa tecnica e stile sono stati collegati, dallo scienziato A.H. Bsctan, alla leggenda cinese secondo la quale nel paese di Davany ( antico nome cinese di Fergamak) si allevavano i cavalli del cielo .
Da lì si portavano in Cina i preziosi cavalli di Davany. Un Imperatore cinese aveva addirittura combattuto una guerra allo scopo di prendere questi cavalli.
Tratto da articolo Dr.sa Svetlana Berzina
Rivista "Akhal Teke' Informa " 2005 Traduzione di Elena Trius
SULLA VIA DELLA SETA
I cavalli celesti del Ferghana
La prima regione che da Kashgar si raggiungeva era quella del Ferghana, famosa in tutto il mondo asiatico per la particolare razza di cavalli qui allevati e che gli imperatori cinesi della dinastia Han credevano addirittura una "stirpe del cielo".
Fu Zhang Qian, l'inviato cinese in Asia Centrale, che riferí per primo all'imperatore Wudi di aver visto con i propri occhi i celebri cavalli del Ferghana, che si diceva sudassero sangue, essere estremamente resistenti e superiori a tutte le altre razze conosciute.
L'imperatore aveva bisogno di questi cavalli soprattutto per allestire validi reparti di cavalleria con cui fronteggiare i nomadi Xiongnu sul loro stesso terreno e combatterli con la loro stessa arma: il cavallo, da sempre fedele compagno e principale mezzo di sostentamento per i nomadi delle steppe ma scarsamente rappresentato negli eserciti cinesi, dove prevalevano i reparti di fanteria. Wudi, al quale un oracolo aveva preannunciato che i cavalli a lui necessari sarebbero venuti dall'Estremo Occidente, inoltrò dunque numerose richieste per avere i celebri cavalli, accompagnate da relativi doni recati dai propri ambasciatori, presso il re di Dayuan, il nome con cui i Cinesi chiamavano il Ferghana. Il re tuttavia rifiutò e l'imperatore cinese inviò nel 104 a.c. un esercito guidato dal generale Li Guangli di 6.000 uomini, che tuttavia non riuscí a espugnare la capitale del regno di Ferghana. Solo con una seconda campagna, e grazie a un esercito di 60.000 uomini, Wudi riuscí , dopo quattro anni di assedio, nel suo sogno: quello di portare in Cina i "cavalli celesti" e di garantirsi un tributo annuo di questi preziosi animali, ma nonostante portarono con sé anche erba medica da seminare, i "cavalli celesti" non riuscirono ad acclimatarsi in Cina.
Origine del nome
La culla d'origine dell'AT è un'oasi prospera, sorta in mezzo al deserto del karakum, la valle dell'Akhal, il cui capoluogo reca un nome, Ashkabad, traducibile con " città dell'amore". Questo paradiso è il feudo di una tribù turcomanna, i Tekè, poco numerosi ma noti da sempre per la qualità dei loro ricami, monili, tappeti.... e cavalli!
Il mantello dai riflessi metallici
è una delle caratteristiche che contraddistinguono l'Akhal-Tekè, esso si presenta con magnifici riflessi metallici, che variano dai dorati, argentei o bronzei. Questo non solo è dovuto alla pelle molto sottile e ai peli corti e morbidi come la seta, ma anche alla costituzione del pelo stesso, che ha la punta simile a un microscopico tubicino cavo, quasi trasparente.
Questo aumenta la protezione contro il freddo e aiuta a riflettere la luce, dando appunto un bellissimo riflesso cromatico; sull'argomento sono in corso studi e ricerche. ( Franco Faggiani 1999 ).
I movimenti per cui sembra volare
Da chi li ha cavalcati gli Akhal-Tekè sono descritti come soggetti dall'andatura leggera, che sfiora appena il terreno, quasi ne avessero sdegno, soggetti che volano sulle lunghe distese come fossero uccelli.
Per tale motivo molti di essi nella terra di origine portano nomi di volatili. (Igor Bobilev 1997 )



